31 Maggio 2016

Cos’è la cessione del credito e come funziona?

La cessione del credito è un accordo attraverso il quale viene ceduto il diritto di credito di un soggetto ad un terzo, che in questo modo può procedere alla riscossione nei confronti del debitore ceduto. I soggetti coinvolti in questo contratto, quindi sono 3, ovvero

  • il cedente, cioè il creditore che cede il proprio diritto;
  • il cessionario, quindi il soggetto terzo verso quale il credito viene trasferito;
  • il ceduto, ossia il debitore.

Cessione del credito: che cosa prevede la legge?

La cessione del credito è disciplinata in modo molto preciso dal codice civile, in particolare dagli articoli 1260 e successivi, e può essere a titolo gratuito o a titolo oneroso. Nel primo caso il creditore dovrà garantire l’esistenza e la validità del credito, mentre nel secondo il credito viene ceduto previo pagamento di un corrispettivo e il creditore dovrà garantire che non esistano altri soggetti che possano rivendicare la proprietà del credito.

Secondo il codice civile, non è previsto che il debitore debba fornire il suo consenso alla cessione del credito, ma è comunque indispensabile che il ceduto venga portato a conoscenza del trasferimento in modo da sapere a chi dovrà effettuare il pagamento. La cessione avrà effetto solo quando il debitore l’avrà accettata o quando ne avrà ricevuto notifica. Per la legge, quindi, è indifferente che il debitore effettui il pagamento ad un soggetto piuttosto che ad un altro.

In quali casi un credito non può essere ceduto?

I casi in cui la cessione del credito non è possibile sono tre. In primo luogo è indispensabile che il credito ceduto non abbia carattere strettamente personale, ma è necessario anche che la cessione dei crediti non  sia espressamente vietata dalla legge. L’ultimo caso in cui un credito non può essere ceduto, si verifica quando tra creditore e debitore esiste un patto di non cessione del credito di cui il cessionario è a conoscenza.

Quali sono le tipologie di cessione del credito?

La cessione del credito può essere di due tipi:

  • Cessione Pro Soluto, si verifica quando il creditore che cede il credito garantisce al cessionario soltanto la sua esistenza, non dando garanzie relative al fatto che il debitore provveda effettivamente al pagamento. In questo caso, quindi, il rischio dell’inadempimento passa al cessionario.
  • Cessione Pro Solvendo, cioè il caso in cui il creditore cedente debba garantire l’esistenza del credito ma anche la solvibilità del debitore. Se il debitore ceduto non provvede al pagamento, quindi, il cessionario ha diritto di rivalersi sul cedente.

Cessione del credito: come funziona per le imprese?

Secondo la Legge n. 52 del 21 febbraio 1991, anche le aziende possono rientrare nella cessione del credito i contratti stipulati dall’imprenditore, che qui ricopre il ruolo di cedente, nell’esercizio dell’attività d’impresa. In questo caso diventa cessionario del credito una banca o un altro intermediario finanziario il cui oggetto sociale preveda l’esercizio dell’attività di acquisto di crediti d’impresa. In questo caso, quindi, si parla di factoring.

Facendo ricorso alla cessione dei crediti commerciali, quindi, le imprese possono ottenere immediatamente capitali che, altrimenti, avrebbero potuto riscuotere solo alla scadenza del credito.

La cessione dei crediti commerciali per un’impresa è molto utile anche per eliminare dal bilancio aziendale crediti di cui risulta difficile la riscossione e che, comunque, concorrono a formare il reddito imponibile. Tramite questa operazione, quindi, le aziende possono beneficiare anche di un alleggerimento dell’imposizione fiscale.

Ed in periodo di crisi non ci sono dubbi sul fatto che questi siano benefici di non poco conto!

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