24 Maggio 2016

Detassazione dei premi produzione: ecco come funziona!

È tornata operativa con la legge di Stabilità 2016, la detassazione dei premi di produzione, che prevede ogni anno sgravi fiscali sui bonus erogati ai dipendenti del settore privato. Per l’anno in corso il Governo ha appositamente stanziato 430 milioni di euro, che arriveranno fino a 589 milioni gli anni successivi.

Cos’è la detassazione del premio di produzione e chi può goderne?

La detassazione del salario di produttività è una misura non strutturale che è stata introdotta nel 2008 e che è stata applicata tutti gli anni a seguire, ad esclusione del 2015. Torna operativa, quindi, per il 2016 una delle misure più attese dalle aziende di tutta Italia e dai loro dipendenti.

Con la reintroduzione della detassazione dei premi produttività, è stata anche ampliata anche la platea di chi può beneficiarne, rispetto a quanto previsto negli anni precedenti. Nel 2016, infatti, l’asticella dei redditi da lavoro dipendenti ammessi all’incentivo è stata alzata fino a 50 mila euro lordi annui, in modo che possano rientrare nella misura anche gli impiegati e i quadri.

Cosa prevede la normativa?

La normativa stabilisce che i premi di produzione siano soggetti a un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%, entro il limite di importo complessivo di 2.000 euro lordi, e che vengano erogati salva espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro.

L’importo cresce fino a 2.500 euro per le aziende che coinvolgono pariteticamente i dipendenti nell’organizzazione del lavoro, da realizzarsi attraverso un piano che stabilisca, ad esempio, la costituzione di gruppi di lavoro nei quali operano responsabili aziendali e lavoratori finalizzati al miglioramento o all’innovazione di aree produttive o sistemi di produzione, che prevedono strutture permanenti di consultazione e monitoraggio degli obiettivi da perseguire e delle risorse necessarie, nonché la predisposizione di rapporti periodici che illustrino le attività svolte e i risultati raggiunti.

La stessa imposta sostitutiva è applicata anche per somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa.

i dipendenti, infine, hanno la possibilità di trasformare i premi di produttività in servizi di welfare aziendale: anche in questo caso, le somme non contribuiscono alla formazione del reddito dipendente, e non si applica nemmeno la tassazione agevolata.

Che cosa si intende per premio di produttività

Nel decreto, il premio di risultato è riferito alle “somme di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza, innovazione.” I criteri di misurazione per l’attribuzione dei premi, poi, sono specificati direttamente nei contratti collettivi di lavoro, e possono consistere

  • nell‘aumento della produzione;
  • in risparmi dei fattori produttivi;
  • nel miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi, anche attraverso la riorganizzazione dell’orario di lavoro non straordinario o il ricorso al lavoro “agile”, quale modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, rispetto ad un periodo congruo definito dall’accordo;

Affinché possano essere erogati i premi, quindi, è necessario che il raggiungimento di questi obiettivi sia verificabile in modo obiettivo attraverso il riscontro di indicatori numerici o di altro genere appositamente individuati.

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