27 Giugno 2018

Factoring pro solvendo e pro soluto: caratteristiche e vantaggi

Chi fa impresa lo sa bene: ottenere il pagamento delle fatture emesse è un vero e proprio problema che rischia di protrarsi a lungo dando vita a situazioni di scarsa liquidità. Proprio per far fronte a questo, il factoring si rivela la scelta giusta per le PMI in difficoltà.

Si tratta, infatti, di uno strumento finanziario che permette la cessione delle fatture insolute di un’azienda creditrice ad una banca o a una società di factoring, definite factor, che si occuperà poi della riscossione nei confronto dell’impresa debitrice.

Sono due le tipologie di factoring a cui un’azienda può decidere di fare affidamento per ottenere liquidità immediata, cioè il factoring pro solvendo e il factoring pro soluto. Ecco quali sono le differenze e i vantaggi di ciascuno strumento.

Factoring pro solvendo

Il factoring pro solvendo è lo strumento finanziario con cui l’impresa cede il credito al factor mantenendo comunque la responsabilità nel caso in cui l’azienda debitrice non assolva i suoi oneri. Vuol dire, quindi, che l’azienda cedente accetta di pagare il debito in caso di insolvenza del debitore. In questo caso, la società di factoring o la Banca si limiterà a gestire l’incasso e l’amministrazione del credito vantato, senza però garantirlo in caso di insolvenza.

Questo, quindi, si rivela lo strumento perfetto per le aziende che hanno rapporti commerciali con imprese virtuose o che magari sono assicurate contro i clienti insolventi.

I vantaggi del factoring pro solvendo per l’azienda cedente sono relativi alla possibilità di ottenere velocemente lo smobilizzo dei crediti che saranno immediatamente disponibili per ottimizzare i flussi di cassa, soprattutto nel breve periodo.

Factoring pro soluto

A differenza del factoring pro solvendo, nel caso in cui l’azienda scelga il factoring pro soluto potrà liberarsi subito di ogni forma di responsabilità nel caso di inadempimento da parte del debitore, ottenendo liquidità immediatamente spendibile in cambio di una commissione di gestione. Il factor, quindi, acquisterà il credito in via definitiva e si occuperà in modo diretto della sua riscossione. L’azienda cedente, in questo modo, potrà andare a consolidare la propria struttura patrimoniale grazie all’immediata disponibilità del credito smobilizzato.

Factoring pro solvendo e pro soluto: quale scegliere?

Come è facile immaginare, il criterio principale che guida la scelta tra i due tipi di factoring è la capacità di adempiere ai propri obblighi del soggetto verso cui un’impresa vanta dei crediti, ma non è l’unico fattore di cui bisogna tenere conto: nel momento della scelta sarà importante anche valutare l’entità del credito e il livello di urgenza di liquidità del soggetto cedente.

Nel caso in cui l’azienda cedente abbia bisogno di svincolarsi dalla riscossione del credito e incassare liquidità in modo sicuro, quindi, potrà scegliere di affidarsi al factoring pro soluto.

Nel caso in cui la necessità principale sia quella di disporre del capitale in modo veloce, invece, la soluzione migliore è il factoring pro solvendo, più vantaggioso in termini di costi e di tempi.

Con questo strumento finanziario, infatti, l’azienda rinuncia a parte del credito a fronte di un incasso veloce, mentre il factoring pro soluto richiede fasi di valutazione più lunghe poiché il factor dovrà avere il tempo di verificare ed analizzare il profilo e la solidità dell’azienda debitrice, per valutare la fattibilità dell’anticipo dei crediti.

In qualunque caso è comunque importante scegliere di affidarsi ad un partner finanziario affidabile e veloce, in grado di assistere l’impresa creditrice non solo nella scelta dello strumento più adatto alle proprie necessità, ma anche nella gestione quotidiana degli investimenti, proprio come Banca IFIS Impresa.

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