20 Aprile 2017

LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DELLA RIPRESA DEL SETTORE EDILE

Nello scenario economico italiano l’edilizia è uno dei settori che più ha risentito della crisi.

In circa sette anni, infatti, ha visto la perdita di 650 mila posti di lavoro con un calo del valore della produzione nazionale pari a 125 miliardi. (Federcostruzioni 2016)

In questo contesto una prima svolta per le imprese edili è arrivata nel 2014 quando si sono avvistati i primi segnali di una ripresa che procede ancora oggi con risultati positivi. Questa nuova fase ha molteplici caratteristiche: in primis un passaggio dallo stadio di edilizia tradizionale a quella innovativa di ambiente costruito, ossia tutto il retroscena della gestione dei servizi che va oltre la costruzione (dalla scelta dei materiali all’uso di tecnologia innovativa per ridurre il consumo di energia); in secondo luogo dalle richieste di vari settori:

  • Opere pubbliche
  • Edilizia non residenziale di nuova costruzione
  • Rivalutazione del Patrimonio energetico
  • Manutenzione straordinaria

Dai dati del XXIV Rapporto Congiunturale Previsionale del Cresme (Ottobre 2016) emerge come gli interventi sul patrimonio preesistente abbiano dato un forte incentivo alla ripresa del mercato edilizio. Nel corso del 2016 infatti gli investimenti hanno registrato:

  • un tasso di crescita del 2,3% che sembra potenzialmente aumentare anche nel 2017 con una ripresa attesa del 2,6%.
  • un valore della produzione nelle costruzioni pari a 164,7 miliardi

Il riuso in Italia è una parte notevole del mercato edilizio, che racchiude tutte quelle operazioni dedite al recupero degli edifici dismessi il cui utilizzo finale, una volta restaurati, sarà diverso rispetto alla loro funzionalità d’origine. Gli investimenti riguardanti il riuso sono suddivisi in:

  • 84 miliardi di euro relativi alla manutenzione straordinaria (51%)
  • 36 miliardi euro rivolti a quella ordinaria (21%).

Dal 2015 siamo entrati nel “settimo ciclo di costruzioni dal secondo dopoguerra” in cui si è notata una fusione tra costruzioni e servizi; il 2016 si è concluso, infatti, con:

  • un valore pari al 74% delle costruzioni di mercato dedito alla ristrutturazione degli immobili;
  • una richiesta di produzione residenziale scasa e lenta che si ritaglia solo l’8% del valore della produzione dell’intero mercato edile. Solo nel primo semestre del 2016 si è registrato un andamento positivo per i fabbricati residenziali sopra la soglia delle 10.000 unità, con 10.105 nel primo trimestre e 11.147 nel secondo (Istat 2017).

Nonostante le costruzioni siano inserite in un contesto economico debole e complesso, i dati rivelano un atteggiamento positivo verso il futuro dell’edilizia. L’attenzione dei fondi pubblici si è fatta più minuziosa, anche a seguito del sisma che ha colpito il Centro Italia, ma l’edilizia necessita di investimenti più cospicui e reali agevolazioni sul piano fiscale per continuare a cavalcare questi segnali positivi.

Per continuare questa ripresa di settore, quindi, le imprese possono usufruire di investimenti finanziari, che offrono numerose soluzioni per quest’area di business.

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