17 Marzo 2017

DISPONIBILE PER LE PMI LA SABATINI TER MAGGIORATA PER I BENI 4.0

Dal primo marzo 2017 è in vigore la nuova Sabatini Ter nella versione dedicata agli investimenti digitali, anche detti beni Industria 4.0. La principale novità introdotta (in linea con quanto è stato previsto dalla Legge di Bilancio 2017) è l’attivazione del contributo in conto interessi maggiorato del 30%, rispetto a quanto previsto per gli investimenti ordinari, portando a 3,575% il tasso di cui può beneficiare l’impresa.
Si tratta di un’ottima occasione per le piccole e medie imprese – ricordiamo infatti che questo contributo è riservato alle PMI – per investire nella digitalizzazione e aumentare il tasso di innovazione e la competitività.

Opportunità di innovare cogliendo l’occasione congiunta di Sabatini Ter e Iper-ammortamento
Le PMI potranno anche usufruire, per gli stessi beni 4.0, della deduzione fiscale maggiorata come previsto dall’agevolazione dell’Iper-ammortamento, che consente di incrementare del 150% la quota di ammortamento del bene strumentale 4.0. Ad esempio, investendo € 100.000 si possono dedurre € 250.000.
Banca IFIS Impresa propone come strumento di finanziamento per usufruire del contributo Sabatini Ter (non applicabile agli acquisti con propria liquidità) il leasing, in quanto produce un vantaggio addizionale accelerando il periodo di deducibilità dell’Iper-ammortamento.
Quindi: Contribiuto Sabatini Ter + Iper-ammortamento + accelerazione deducibilità grazie al Leasing.

Cosa cambia in termini pratici dalla precedente versione di Sabatini Ter?
La domanda del contributo rimane carico del cliente che dovrà utilizzare un nuovo modulo di domanda scaricabile dal sito del MISE e il cliente a fronte di uno stesso investimento e stessa unità produttiva, non potrà fare più di una domanda. La valutazione della domanda stessa non sarà a carico dell’istituto finanziario, ma saranno le imprese stesse a dover autonomamente dichiarare quali spese rientrano tra quelle 4.0 (criteri ed elenco sono riportati nell’Allegato A della misura). Solo per beni di valore superiore a € 500.000 la normativa prevede l’acquisizione di una perizia tecnica giurata rilasciata da un esperto.
In presenza di investimenti 4.0, se la delibera di finanziamento è di importo inferiore alla domanda inviata via PEC dall’impresa ovvero il contratto è di importo inferiore alla delibera, l’impresa dovrà produrre una dichiarazione che attesti come il nuovo importo ridotto sia suddiviso tra investimenti ordinari e 4.0, in modo da poter calcolare in modo differenziato il contributo.
Per quanto riguarda l’impresa la novità più impattante è relativa alle modalità di erogazione dei contributi da parte del MISE. Oltre a prevedere, ovviamente, la ripartizione delle spese consuntivate tra ordinarie e 4.0, sono state introdotte tutta una serie di nuove attestazioni che l’impresa dovrà sottoscrivere sia nella dichiarazione di ultimazione dell’investimento sia nell’ambito del modulo di richiesta di prima erogazione sia per le richieste di erogazioni successive.
Infine, i tempi ministeriali passano da 30 a 60 giorni per effettuare l’erogazione.

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