25 Maggio 2017

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: I PAGAMENTI ALLE IMPRESE

Il terzo trimestre del 2016, ha registrato un andamento positivo ed il rafforzamento delle condizioni economico – finanziarie delle aziende italiane.

Tuttavia, nonostante la situazione economica del territorio sembri in ripresa, solo il 23,6% delle imprese della Pubblica Amministrazione paga puntualmente quanto dovuto ai fornitori, molto meno rispetto alla media delle imprese italiane esistenti, che si aggira intorno al 35% (Studio pagamenti 2017 del Cribis).

Numerose le categorie aziendali che rientrano nel settore della Pubblica Amministrazione, ma è soprattutto in quello della Sanità che si riscontrano le performance peggiori a partire dai primi tre mesi del 2017.

Analizzando le condizioni economiche delle imprese italiane, dal 2010 la situazione ha subito sicuramente delle modifiche. I pagatori regolari sono infatti aumentati del 12,1%, ma contemporaneamente anche i ritardi gravi nei pagamenti hanno subito un incremento, crescendo del 4%.

Non è ancora chiaro a quanto ammonterebbero i debiti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese, poiché anche l’obbligo di emissione di fatture elettroniche da parte delle aziende non è stato fino ad ora particolarmente rispettato.

Fra le numerose cause all’origine dell’assenza o dei ritardi dei pagamenti, rientrano sicuramente la mancanza di liquidità da parte della PA, le contestazioni di pagamento, l’inefficienza nell’emissione da parte di alcune amministrazioni dei certificati di pagamento, i ritardi intenzionali e la richiesta da parte della Pubblica Amministrazione di ritardare l’invio di fatture o l’emissione di stato avanzamento lavori.

I ritardi della Pubblica Amministrazione italiana, non hanno eguali nel resto d’Europa, tanto che la Commissione Europea ha avviato una serie di procedimenti sanzionatori nei confronti del nostro Paese, per cercare di porre un freno alla situazione attuale.

Negli ultimi anni i pagamenti sono diventati un elemento determinante per la sopravvivenza delle imprese che, gestendo la propria liquidità, sono in grado di pianificare strategie commerciali, gestire i clienti e mantenere relazioni stabili con partner strategici come banche e assicurazioni.

La mancanza di cash flow, inoltre, potrebbe avere delle ripercussioni negative anche su altri fattori aziendali, come ad esempio l’allungamento dei tempi di pagamento ai fornitori, la diminuzione degli investimenti e il contenimento, o in alcuni casi, la riduzione del personale.

Da sempre, Banca IFIS Impresa, dedica la sua attività e i suoi servizi al supporto finanziario e alla gestione del credito delle piccole e medie imprese italiane.

Per questo ha creato TiAnticipo, che favorisce la crescita delle PMI e le assiste, finanziando il loro fatturato nei confronti di altre imprese e/o enti della Pubblica Amministrazione, garantendo loro assistenza quotidiana e supporto continuo.

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