17 Gennaio 2017

Quali sono le novità fiscali 2017 per le PMI?

La Legge di Bilancio 2017, meglio nota come Legge di Stabilità, ha rappresentato l’ideale passaggio del testimone tra il dimissionario governo Renzi e il neonato esecutivo Gentiloni. Sono diverse le modifiche legislative introdotte che, direttamente o di riflesso, interessano la piccola e media impresa. Il fine ultimo è, in primo luogo, quello di valorizzare con incentivi le PMI innovative e le start-up che mirano a trasformare idee vincenti in realtà di successo, in ambito sociale o nei settori dell’energia e di uno sviluppo tecnologico ecosostenibile.
Novità rilevanti soprattutto sul fronte fiscale, con il Decreto 193/2016 associato alla stessa Legge di Stabilità. Il pacchetto di norme prevede, tra le altre cose, l’abolizione degli studi di settore annuali e l’introduzione della dichiarazione trimestrale dell’IVA.
La riforma che ha sancito la cancellazione di Equitalia e la “rottamazione” delle cartelle esattoriali ancora in essere, ha anche prorogato il credito d’imposta che premia la ricerca e lo sviluppo, con una nuova deadline fissata al 31 dicembre del 2020.
Particolarmente importante in ottica 2017, l’istituzione di un Fondo di Garanzia dedicato proprio a tutte le piccole e medie imprese in difficoltà, perché vittime di mancati pagamenti. Oltre alla sempre valida soluzione factoring, esse potranno beneficiare di un credito ricavato proprio per salvaguardare imprese solide che finiscono improvvisamente in crisi, a causa di insolvenze da parte dei debitori.

Decreto Fiscale 193/2016: cosa cambia per la PMI?

Una modifica sostanziale dell’attività fiscale per gli anni a venire, arriva dal cambio delle scadenze obbligatorie, per la comunicazione degli importi IVA e dei dati relativi alla liquidazione della stessa. Dal 2017 la Dichiarazione Unificata scompare e l’IVA va dichiarata ogni trimestre.
Visto che la Legge di Stabilità e il Decreto Fiscale collegato sono entrati in vigore solo alla fine del 2016, in via eccezionale viene data ai contribuenti la possibilità di dichiarare l’IVA dei primi due semestri all’Agenzia delle Entrate, in un’unica soluzione entro il 25 luglio del 2017. La dichiarazione trimestrale sarà quindi definitiva per le ultime due scadenze dell’anno, fissate per il 30 novembre 2017 e il 28 febbraio 2018. In aggiunta alla dichiarazione IVA, sarà obbligatorio comunicare i dati che certificano la liquidazione della stessa.
Se la comunicazione IVA avviene in ritardo o viene del tutto omessa, le sanzioni previste sono certe e variano da una quota minima di € 2 per fattura, fino ad una penale massima di 1.000 €. In caso di mancata comunicazione degli estremi relativi alla liquidazione, la multa spazia da un minimo di 500 € ad un massimo di 2.000 €. Naturalmente, la pena pecuniaria va associata all’obbligo di regolarizzare la posizione contributiva.
Le novità fiscali introdotte con la Legge di Bilancio prevedono una ovvia modifica del sistema degli studi di settore. Un nuovo spesometro sarà tarato per valutare la coerenza delle dichiarazioni prodotte dalle imprese su base trimestrale.
I cambiamenti, decisi sostanzialmente per dare una nuova spinta alla lotta contro l’evasione fiscale, hanno destato qualche perplessità anche fra gli addetti ai lavori. I commercialisti, in particolare, si troveranno a far fronte a nuove scadenze e, con ogni probabilità, i costi complessivi della loro parcella lieviteranno. In previsione di tale aumento, è previsto un credito di imposta di 100 € una tantum per le piccole imprese con fatturati inferiori ai 50.000 €. Chi sceglie di comunicare l’IVA quotidianamente, utilizzando l’innovativa procedura digitale per la trasmissione dei corrispettivi elettronici, potrà beneficiare di un credito ulteriore di 50 €.

Abolizione del Tax Day, crediti e finanziamenti per la Piccola e Media Impresa

Il Decreto Fiscale 2016 ha anche modificato il calendario delle scadenze, in particolare eliminando la deadline del 16 Giugno, il famigerato Tax Day. Le prime rate di IMU e TASI continueranno ad avere la metà del mese di Giugno come data limite, mentre il termine per il pagamento di imposte e contributi su IRAP e dichiarazione dei redditi sarà spostato al 30 giugno.
Tra le note positive, la proroga del credito d’imposta al 31 Dicembre 2020 per investimenti in beni strumentali nuovi. La PMI, inoltre, beneficia di finanziamenti agevolati per l’acquisto di impianti, macchinari, nuove attrezzature o beni strumentali. Il Decreto datato 17 Ottobre 2017 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 290 dello stesso anno regolamenta, inoltre, il Fondo di Credito che, assieme al factoring, permette alle imprese medie e piccole di far fronte ad inadempienze, sfruttando un finanziamento a tasso zero con tetto massimo fissato a 500.000 Euro.

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