27 Ottobre 2016

Ritardo nei pagamenti: piccoli progressi per imprese e Pubbliche Amministrazioni

Assifact monitora i tempi effettivi di pagamento da parte delle imprese e della Pubblica Amministrazione per indagare quanto la Direttiva Europea in merito a questi task viene rispettata.
L’ultimo monitoraggio fa emergere come i tempi dei pagamenti tra imprese private si siano allungati, mentre i tempi relativi ai debiti commerciali delle Pubbliche Amministrazioni sembrano essersi ridotti sensibilmente.

Il monitoraggio sulla concreta attuazione della Direttiva europea del 2011 prosegue ogni sei mesi da parte dell’associazione Assifact; si tratta di un’analisi qualitativa e non quantitativa che si pone l’obiettivo di determinare un trend sull’andamento dei pagamenti, confrontando i pareri dei maggiori player sul mercato italiano del factoring.

La percezione generale è di un miglioramento dei tempi di pagamento da parte delle Pubbliche Amministrazioni e la riduzione nella percezione dell’esistenza di impedimenti di legge per la riscossione di tali pagamenti.
Un peggioramento invece è sentito sui tempi di pagamento da parte delle imprese, sebbene ci sia una sensazione positiva sull’effettivo incasso degli interessi di mora.

Tali considerazioni portano comunque a un giudizio nel complesso positivo sull’implementazione delle disposizioni della direttiva.
Unica traccia negativa è la valutazione dell’efficacia delle misure sul rimborso dei costi di recupero e i risarcimenti dei danni.

Il ritardo dei tempi di pagamento può essere gestito con soluzioni di gestione del credito commerciale come il factoring che negli ultimi mesi conferma una crescita del 6,17%. Il factoring  infatti è uno strumento finanziario particolarmente vantaggioso per le imprese che hanno contratti di fornitura continuativi con altre aziende e hanno necessità di anticipare il credito, riducendo quindi i tempi di incasso dei pagamenti.

Anche la Commissione Europea conferma le considerazioni di Assifact, specificando che la maggior parte degli stati membri non rispetta il limite dei 30 giorni previsto per legge e più della metà dei creditori privati non applica more di pagamento per evitare di danneggiare i rapporti commerciali instaurati.
Per la stessa ragione, molte piccole-medie imprese accettano fin da subito tempi di pagamento dilazionati da parte di imprese di dimensioni maggiori.

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