4 Maggio 2017

SETTORE FARMACEUTICO ITALIANO: CRESCONO L’INNOVAZIONE E LE ESPORTAZIONI

Il settore medicale si caratterizza per eterogeneità dei gruppi di prodotti che ne fanno parte ed è campo di applicazione di numerose discipline scientifiche e tecniche. Questa sezione di mercato è ad alta intensità tecnologica e di innovazione, particolarmente orientato al prodotto e al servizio sanitario.

Nel Rapporto 2016 di Assobiomedica su produzione, ricerca e innovazione nel settore dei dispositivi medici in Italia (PRI) emerge come il nostro Paese abbia tutte le carte in regola per essere protagonista della scena internazionale. Sono infatti 4.480 le imprese che operano in questo ambito con un totale di 68.000 dipendenti:

  • Il 43% si occupa di distribuzione
  • il 53% di produzione
  • il 4% dei servizi

Andando più nel dettaglio, le imprese che commercializzano dispositivi medici sono 1.908 mentre i produttori diretti sono 2.086. A livello geografico la presenza degli insediamenti industriali del settore si concentra in cinque regioni: Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Lazio e Toscana. Il principale mercato di destinazione è la sanità pubblica, a cui vengono destinate oltre il 70% delle vendite.

L’egemonia delle esportazioni del mercato medicale appartiene ad economie avanzate, come Stati Uniti, Germania e Paesi Bassi grazie alla loro leadership nei brevetti di farmaci, vaccini e apparecchi. L’Italia si conferma un paese specializzato nell’esportazione di dispositivi medici, soprattutto nei comparti attrezzature tecniche e biomedicale. Nel 2015 in Italia:

  • Le esportazioni hanno raggiunto un valore di 7 miliardi di euro con un aumento dell’8% rispetto all’anno precedente
  • Le importazioni sono state pari ai 7,3 miliardi di euro con un aumento del 6% rispetto al 2014.

Questi dati sono rimasti invariati nel 2016.

Nel Rapporto, inoltre, viene evidenziato come il mercato medicale sia in un percorso di crescita e innovazione, anche se non si è ancora ripreso del tutto dalla crisi del 2011. Nel biennio 2015/2016 infatti si rilevano investimenti in Ricerca e Innovazione pari al 5,1% del fatturato suddivisi in:

  • Il 4,2% nelle multinazionali commerciali
  • Il 5,6% nelle multinazionali di produzione e servizi
  • L’8,2% nelle imprese nazionali di produzione e servizi

Questi dati, applicati all’intera popolazione del settore, indicano una stima degli investimenti in ricerca e innovazione pari a 1 miliardo di euro. Sebbene con queste cifre i risultati possano sembrare incoraggianti gli investimenti rimangono ancora al di sotto rispetto al potenziale di innovatività del settore.

L’industria farmaceutica italiana vanta una posizione di eccellenza in termini di produzione e possiede i numeri per diventare prima nel medio periodo in Europa. I numeri del settore farmaceutico e del suo indotto comprendono (Istat 2016):

  • 130 mila addetti
  • 6,6 miliardi di stipendi e contributi
  • 44 miliardi di produzione
  • 3,4 miliardi di investimenti

Tra i Big dell’UE, l’Italia rappresenta il 26% della produzione totale e il 19% del mercato (Farmindustria 2016), preceduta solo dalla Germania. Nel 2015 il settore farmaceutico ha continuato ad aggiungere valore all’economia complessiva del Paese e dal 2010 è primo tra i settori per crescita:

  • Della produzione industriale (+11%)
  • Dell’export (+57%)
  • Della produttività (+21%)

Mentre dei 30 miliardi di euro di produzione, il 73% è destinato all’export (ovvero un 22 miliardi di euro); 2,6 miliardi di euro sono destinati a investimenti dei quali 1,4 in R&S e 1,2 in produzione.

Infatti, dai dati forniti da Farmindustria, il motore della crescita dell’impresa del farmaco è l’export: cresce il valore per innovazione di farmaci e vaccini prodotti nel nostro Paese e che vengono esportati in tutto il mondo. Tra le imprese a capitale estero in Italia, quelle del farmaco hanno un ruolo di primo piano anche per gli investimenti in ricerca e sviluppo: nel 2015 le industrie farmaceutiche hanno investito 1,4 miliardi di euro, di cui il 7% del totale in Italia. Negli ultimi anni il capitale investito è cresciuto del 15% e il 75% delle imprese conferma la crescita nei prossimi anni. Quasi un quarto della ricerca e dello sviluppo oggi si concentra su terapie geniche, emoderivati e biotech; inoltre l’80% della r&s viene fatta in partnership con le strutture pubbliche, mondo universitario e no-profit, start-up.

Il 2016 ha avuto un andamento stabile rispetto all’anno precedente. Nel 2017 si prospettano importanti novità come il “DDL Concorrenza”, il quale permetterà l’apertura al capitale privato nelle farmacie e il “Concorso straordinario” del governo Monti, che prevede l’avvio di circa 1.500 nuove farmacie sul territorio nazionale.

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