10 Novembre 2016

Rubrica Fiscale – Il nuovo spesometro Trimestrale

Con il D.L. 193 del 22 ottobre scorso, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 249 del 24 ottobre del 2016, all’art.4 viene data disposizione in merito alle comunicazioni dati rilevanti ai fini Iva, c.d. spesometro, che a partire dal 2017 dovranno essere trasmesse con periodicità trimestrale, entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre,  e non più con periodicità annuale come avveniva in precedenza. Viene inoltre conseguentemente appesantito il sistema sanzionatorio relativo al citato adempimento che prevede una sanzione massima di 50.000 euro in caso di dichiarazione omessa, incompleta o infedele.

Sono tuttavia esonerati dall’adempimento tutti i soggetti che emettono le fatture in formato elettronico attraverso il sistema d’interscambio (SdI): il sistema d’interscambio (SdI) è un sistema informatico che riceve i file fatturaPA, esclusivamente nel formato XML, effettua i controlli sui file ricevuti (verifica la nomenclatura ed unicità del file trasmesso, la dimensione del file, l’integrità del documento, l’autenticità del certificato di firma, la conformità del formato fattura, la validità del contenuto fattura, l’unicità della fattura), invia una notifica al trasmittente sul esito del controllo ed inoltra le fatture ricevute al destinatario. Pare essere una manovra finalizzata ad incentivare il sistema di fatturazione elettronica per la lotta all’evasione fiscale con la conseguenza di un appesantimento dei costi per le aziende e i professionisti che di rado adottano questo sistema di fatturazione. Opportuno segnalare che, a tal proposito, viene concesso un credito d’imposta una tantum di 100 euro, da utilizzare esclusivamente in compensazione, per far fronte ai costi di adeguamento tecnologico ai soggetti con un volume d’affari inferiore ai 50.000 euro, anche se a nostro modesto giudizio appare insufficiente paragonato ai costi ingenti e alle difficoltà a procurarsi i software adeguati.

Lo spesometro si sostanzia con la predisposizione e l’invio in modelli conformi di un elenco clienti fornitori con il seguente contenuto minimo:

  • I dati di tutte le fatture emesse nel trimestre di riferimento
  • I dati di tutte le fatture ricevute e registrate, comprese le bollette doganali
  • I dati delle relative variazioni

Oltre ai dati delle fatture dovranno essere trasmessi anche i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche Iva anche nell’ipotesi di liquidazione con eccedenza a credito. Un ‘importante precisazione va fatta con riguardo alle fatture passive che dovranno essere trasmesse in seguito alla loro registrazione e non alla loro ricezione.

Nel dettaglio dovranno essere esposti in maniera analitica:

  • I dati identificativi dei soggetti coinvolti
  • Data e numero della fattura
  • Base imponibile
  • Aliquota applicata
  • Imposta e tipologia di operazione

Come richiamato in precedenza le nuove sanzioni previste per l’adempimento spesometro vengono aggravate come segue:

  • Sanzioni pari a 25 euro, per l’omessa o errata trasmissione dei dati di ogni fattura, sino a un massimo di 25.000 euro
  • Una sanzione da 5.000 a 50.000 euro per l’omessa, incompleta o infedele comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva

Ulteriori aggiornamenti e modifiche interpretative verranno  approfondite in successive analisi. Al momento di pubblicazione del presente intervento sono allo studio alcune ipotesi di modifica del decreto in seguito alle richieste avanzate da parte dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili che ritengono eccessivamente gravosi gli oneri amministrativi connessi al sopracitato adempimento.

Le ipotesi di modifica del decreto sono connesse in primo luogo alla periodicità.

Con riferimento al primo anno di entrata in vigore del decreto la richiesta è per una comunicazione dati rilevanti ai fini iva con periodicità semestrale e non trimestrale con scadenza di presentazione del modello al 16 settembre.

E’ stata avanzata richiesta di riduzione delle sanzioni ad oggi troppo gravose, in caso di dichiarazione omessa, incompleta e infedele da 500 euro sino ad un massimo di 2000 euro e con riduzione alla metà in caso di trasmissione corretta nei 15 giorni successivi.

Sempre nell’ottica di un ridimensionamento sanzionatorio l’ipotesi di omessa o errata trasmissione delle fatture potrebbe ridursi da un minimo di 2 euro per ciascuna fattura sino a un massimo di 1000 euro per ciascun trimestre. Da ultimo è ipotizzato un aumento da 100 a 150 euro del credito d’imposta per coloro che emettono le fatture in formato elettronico con il sistema d’interscambio.

Eventuali aggiornamenti interpretativi saranno affrontati in ulteriori successivi approfondimenti.

Rubrica fiscale a cura di:

Dott. Fausto Salvador
Dott. Michele Rotella
Studio Tributario Societario
Via Milano, 5 – Via San Nicolò 30 – 34133 Trieste (TS)
Via del Terraglio,65/1- 30124 Mestre (VE)
Viale Roma, 14  40139 Bologna (BO)
Tel. +39040 2471647
email: salvador@fspartners.it


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